
Risulterebbe complesso a chiunque pennellare un ritratto
ragionevolmente ragionato sui Windsor senza prima schermarsi
dall´infodemia pettegologica prodotta dallo sciocchezzaio giornalistico
che ne invade volgarmente le esangui gesta dell’intero corpus.
quale miglior sostanza stupefacente dell’opima prosa neobarocca dell’inarrivabile Giorgio Brunelli, per cimentarsi nel più abbacinante viaggio ontogenetico, id est, quello tra i reali più surreali del looneyverso?
ed in effetti, il nostro irrefragabile fabulatore, spertica parole con areteica sapienza giungendo ad ammaliare l’astante per pagine e pagine sebbene la materia della trattazione attenga a sghembi strongyloides ributtanti. sul tavolo settorio, le stolide macchiette animate della uander bròs, ne escono godibilmente perculate, anche se a tratti il riso ha un retrogusto amaro (i piatti a base di frattaglie del reale vivisezionato sono cospicuamente colagoghi e reflussogeni).
quindi cheddire? grimaldello.
grimaldello ermeneutico e via (con buona pace dei caristocratici).
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