Giancarlo Locarno: Bái Jūyì (Po Chu I ) – Canzone dell’eterno rimpianto

Il “Canto dell’eterno rimpianto” è uno dei poemetti più noti della letteratura cinese del periodo Tang, racconta di un fatto storico, la relazione dell’imperatore Xuanzong  con Yang Guifei, la concubina preferita, per lei trascurava completamente gli affari di governo. La famiglia Yang ottenne da questa relazione ricchezze e privilegi, in particolare il fratello di lei Yang Guozhong, che divenne governatore di importanti province pur non essendo all’altezza del ruolo.
Yang Guifei aveva poi un particolare legame di amicizia con il generale An Lushan, il miglior generale dell’esercito cinese, che aveva introdotto a corte, e anche adottato come figlio.
La situazione però cambiò in breve tempo.
Questo generale  entrò in conflitto con Yang Guozhong  per il controllo delle province, e diede inizio alla rivolta  detta appunto di An Lushan, che per anni  devastò e decimò la Cina, causando più di 30 milioni di morti, ed è quella immortalata nelle grandi poesie di Du Fu.
Yang Guifei fu considerate dall’esercito quale responsabile della ribellione, perchè era stata amica di An Lushan, e perchè suo fratello governava senza averne le capacità. I generali pretesero la testa di lei, e si rifiutarono  di sostenere l’imperatore, questi dapprima oppose un rifiuto, poi dovette cedere, e Yang Guifei venne strangolata davanti all’esercito schierato.
L’imperatore provò  sempre il rimorso per quanto aveva fatto, e abdicò in favore del figlio, sotto il quale, alcuni anni dopo, finì la rivolta.
Questa storia è ancora molto popolare in Cina, e la tomba di Yang Guifei è frequentata dai turisti,  come il balcone di Giulietta a Verona,  ha poi ispirato poeti e dato origine a opere liriche e teatrali, un esempio è dato dal link seguente:

https://www.youtube.com/watch?v=d70OuQbd-tg

L’autore Bái Jūyì (白居易772-846), noto anche come Po Chu I, è un poeta cinese della dinastia Tang, e  nacque vent’anni dopo i fatti narrati.  Superò brillantemente tutti gli esami, che gli aprirono la strada verso gli incarichi più elevati nella gestione dell’impero. Ma durò poco, perché sembra che non avesse peli sulla lingua nel criticare anche l’imperatore, e questo gli valse l’esilio.
E’ un autore molto prolifico, la sua poesia era basata sulla semplicità e la chiarezza, dote che lo differenziava dalla maggior parte dei poeti Tang, il cui tratto distintivo è l’eloquio ricercato.
Per quanto riguarda la traduzione, ci tengo a precisare che non sono un esperto, ma un dilettante  nello studio della lingua cinese, questo poemetto presenta  la difficoltà di usare una lingua  e un lessico medievali,  per fortuna ci sono dei libri che trattano ampiamente  la poesia Tang,  ho infatti usato come consultazione i due volumi:
Edward C. Chang “How to read a chinese poem” – library of congress USA (2007)
Archies  Barnes “ Chinese trough Poetry” – Alcuin Academics GB (2007)

Per poter tradurre,  ho decodificato i caratteri classici in quelli semplificati con un software, questi ultimi  sono quelli  che riporto in coda.
Ho inoltre  usato inoltre come, guida per i passi più difficili da capire, la traduzione in inglese  di Yung San (2008), anche se la mia lettura se ne discosta abbastanza.

Canzone dell’eterno rimpianto

L’imperatore vuole una donna mirabile capace di rovesciare il suo regno
in tanti anni l’ha cercata inutilmente.
Lei è nata in un boudoir segreto
nella casa di Yang è cresciuta e diventata donna.
Ma una innata bellezza non può rimanere nascosta per sempre.
Una mattina venne scelta per soddisfare l’imperatore
quando si voltò e sorrise un fascino irresistibile si manifestò
rendendo incolori tutte le altre concubine dei sei palazzi.

Ebbe il privilegio di bagnarsi nelle acque splendide delle terme imperiali
si lavava la pelle morbida sulla quale l’acqua della calda primavera scivolava leggera
e l’illanguidiva, un’ancella l’aiutava ad uscire.
Appena l’imperatore la vide le concesse i suoi favori
le nuvole dei suoi capelli e il suo volto in fiore circondò con un pendente d’oro
dietro le cortine di ibisco passavano le caldi notti d’amore
lamentandosi che la notte è amaramente corta
Smisero così di alzarsi presto la mattina.

Ogni cosa venne fatta  per compiacerla, feste e godimenti senza tregua
ogni primavera viaggiavano per il regno e ogni notte era speciale.
Alle tremila bellezze dell’harem non restava nulla
tutto erano concentrate in un solo corpo.
Nella sua camera d’oro si adorna per lui attendendo la notte
nella terrazza di giada ogni notte l’ebbrezza degli amplessi.
Tutti i suoi fratelli e sorelle ebbero terre e privilegi
una grazia e una fortuna essere nato nella sua famiglia.

Capite come questo abbia reso felici i suoi genitori :

“Non nascere maschio ma nascere femmina” divenne la nuova regola nell’impero.
Il Palazzo del cavallo nero, si sollevò alto tra le nuvole azzurre
e una musica immortale venne cantata ovunque dal vento.
Giorno dopo giorno l’imperatore smise di curarsi dell’impero.
Ma un giorno si sentirono i tamburi di guerra da Yu Yang,  col rombo che smuove la terra.
spezzarono l’arcobaleno delle mille piume colorate e dei vestiti lussuosi.

Dalle torri d’ingresso dei palazzi sorsero nuvole di fumo e polvere.
Migliaia e migliaia avanzano a sud est in lunghe file
Le file traballanti  degli  stendardi imperiali si arrestano
Le truppe escono dalla capitale e stazionano cento miglia a ovest
Le sei armate non hanno più voglia di combattere per lui
La bella donna dalle ciglia nere capì subito che sarebbe morta davanti ai destrieri.
I suoi gioielli cadono a terra e nessuno li raccoglie
anche il pettine d’oro decorato con uccelli di giada.

Il sovrano si nasconde la faccia
guarda indietro il rivolo di sangue e di lacrime confluire.
La polvere si diffonde nel vento reclamando la sua libertà.
Attraverso sentieri tra le nuvole salgono fino alla Sala della spada
dal monte Emei scendono poche persone in piccole file
le insegne imperiali non brillano più al sole
ma i fiumi di Shu sono ancora del color della giada e i monti  sono ancora grigioverde
dalla mattina alla sera l’Imperatore è ossessionato da tutto questo.

Dal palazzo guarda la luna in un crescendo di tristezza
la notte il suono della campana colpisce gli intestini.
Ma il cielo e la terra girano, l’imperatore riprende il comando.
Arriva nel luogo di morte, esita, non vuole lasciarlo
a cavallo, dalle pendenze rocciose verso il fango
cerca invano  la Giada degli Yan, ma  non trova tracce
il pianto dell’imperatore e dei ministri bagna i mantelli
i loro cavalli si volgono indietro, scalpitano verso la capitale dell’est.

Al ritorno le terme e i giardini sembrano gli stessi
anche i loti del lago Taye e i salici del palazzo Weiyang
nel fiore d’ibisco vede la sua faccia, nelle foglie del salice le sue ciglia.
Come si possono fermare le lacrime che cadono ?
Quando soffia il vento primaverile il pesco è in fiore
quando cadono le piogge d’autunno è tempo che cadano anche le foglie del platano.
Nei palazzi dell’ovest e del sud quanta gramigna autunnale
cadono le foglie rosse e coprono le scale, nessuno le spazza via.

Nel giardino i capelli dei bambini sembrano bianchi
gli eunuchi nel palazzo della regina invecchiano a vista d’occhio
la sera il volo delle lucciole accende pensieri di sgomento.
Anche i lampi sono  nemici che  impediscono il sonno
la campana delle ore e i tamburi sono lontani nella notte
il grande fiume di stelle annuncia l’alba nel cielo.
l’anatra mandarina sola sente fredda la sua casa
chi sarà con lui sotto la coperta di smeraldo?

Tanto tempo ormai separa i morti dai vivi
il suo spirito non compare nemmeno nei sogni.
Un prete taoista viene in visita nella capitale
ha il potere di evocare gli spiriti defunti
Prova pena per l’imperatore che si dimena nei suoi pensieri
con le arti da negromante va in cerca dell’anima della bella.
Scandisce tutti i cieli, si muove nell’aria come pura luce
non c’è luogo nell’alto dei cieli o nel profondo inferno che non viene esplorato.

Con lo spirito si reca in ogni angolo più riposto  della terra e dell’aria
Senza posa , ma non la trova.
Improvvisamente avverte la presenza nel mare di una montagna incantata
fluttuante nel mistero di spazi invisibili
una splendida torre sorge sopra nuvole di cinque colori.
Tra belle donne con spiriti immortali
Si muove una ragazza reale, sembra incarnata
la pelle di neve e il viso in fiore non potevano essere che i suoi.

Bussò allora alla porta di giada
la chiamata si propagò per tutto il paradiso.
Lei avvertì la presenza del messaggero
e  nove sogni si svegliarono con lei.
Indossò veloce il vestito, spinse via il cuscino e uscì
come una perla che esce dallo scrigno d’argento
i suoi capelli come nuvole si inclinano da un lato
e la ghirlanda sulla sua testa ricade obliqua.

Il vento soffia tra le maniche della veste, appare come un’immortale
sembra un arcobaleno che danza vestito di piume
bella come una giada che lacrima di solitudine
come un ramo di pero in fiore sotto l’acqua della primavera
Nei suoi occhi c’è ancora emozione per l’imperatore
e il suono dell’addio che li ha separati per sempre
cancellando per sempre i comizi d’amore nei giardini
per iniziare la vita nell’isola delle fate.

Guarda giù con nostalgia verso il mondo degli uomini
Ma non vede calma o pace, solo polvere e nebbia
e le vecchie cose che la scuotono ancora di profondo amore:
Un gioiello intarsiato, un pettinino da lasciare in amoroso pegno
un pezzo rimarrà con lei finché le due  parti saranno riunite.
Così spezza il pettine d’oro
“Il mio cuore sarà forte come l’oro intarsiato
ci incontreremo ancora in qualche paradiso o in qualche parte nel mondo”

Chiede al messaggero di inviare all’imperatore un verso
“Nel verso c’è qualcosa di occulto che solo noi conosciamo:
il settimo giorno del settimo mese ci augurammo una lunga vita insieme.
A mezzanotte in punto nella più completa solitudine
saremo come due uccelli in volo ala contro ala nel cielo
e sulla terra semplicemente come marito e moglie”.
L’universo non è più eterno e immutabile
solo questo rimorso non avrà mai fine.

 

恨歌

 

汉皇重色思倾国

御宇多年求不得

杨家有女初长成

养在深闺人未识

天生丽质难自弃

一朝选在君王侧

回眸一笑百媚生

六宫粉黛无颜色

春寒赐浴华清池

温泉水滑洗凝脂

侍儿扶起娇无力

始是新承恩泽时

雲鬢花顏金步搖

芙蓉帐暖度春宵

春宵苦短日高起

从此君王不早朝

承欢侍宴无闲暇

春从春游夜专夜

後宫佳丽三千人

三千宠爱在一身

金屋妆成娇侍夜

玉楼宴罢醉和春

姊妹弟兄皆列土

可怜光彩生门户

遂令天下父母心

不重生男重生女

骊宫高处入青云

仙乐风飘处处闻

缓歌慢舞凝丝竹

尽日君王看不足

渔阳鼙鼓动地来

惊破霓裳羽衣曲

九重城阙烟尘生

千乘万骑西南行

翠华摇摇行复止

西出都门百馀里

六军不发无奈何

宛转蛾眉马前死

花钿委地无人收

翠翘金雀玉搔头

 

君王掩面救不得

回看血泪相和流

黄埃散漫风萧索

云栈萦纡登剑阁

峨嵋山下少人行

旌旗无光日色薄

圣主朝朝暮暮情

行宫见月伤心色

夜雨闻铃肠断声

天旋地转迴龙驭

到此踌躇不能去

马嵬坡下泥土中

不见玉颜空死处

君臣相顾尽沾衣

东望都门信马归

归来池苑皆依旧

太液芙蓉未央柳

芙蓉如面柳如眉

对此如何不泪垂

秋雨梧桐叶落时

西宫南内多秋草

落叶满阶红不扫

梨园子弟白发新

椒房阿监青娥老

夕殿萤飞思悄然

孤灯挑尽未成眠

迟迟钟鼓初长夜

耿耿星河欲曙天

鸳鸯瓦冷霜华重

翡翠衾寒谁与共

 

悠悠生死别经年

魂魄不曾来入梦

临邛道士鸿都客

能以精诚致魂魄

为感君王辗转思

遂教方士殷勤觅

排空驭气奔如电

 

上穷碧落下黄泉

两处茫茫皆不见

忽闻海上有仙山

山在虚无缥缈间

楼阁玲珑五云起

其中绰约多仙子

中有一人字太真

雪肤花貌参差是

 

金阙西厢叩玉扃

转教小玉报双成

闻道汉家天子使

九华帐里梦魂惊

揽衣推枕起徘徊

珠箔银屏迤逦开

云鬓半偏新睡觉

花冠不整下堂来

风吹仙袂飘飘举

犹似霓裳羽衣舞

玉容寂寞泪阑干

梨花一枝春带雨

含情凝睇谢君王

一别音容两渺茫

昭阳殿里恩爱绝

蓬莱宫中日月长

 

回头下望人寰处

不见长安见尘雾

唯将旧物表深情

钿合金钗寄将去

钗留一股合一扇

钗擘黄金合分钿

但教心似金钿坚

天上人间会相见

临别殷勤重寄词

词中有誓两心知

七月七日长生殿

夜半无人私语时

在天愿作比翼鸟

在地愿为连理枝

天长地久有时尽

此恨绵绵无绝期


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