Giancarlo Locarno: Rendra – Versi per le mie scarpe vecchie

rendra

Willibrordus Surendra Broto Rendra è un artista molto complesso. Nasce a Surakarta nell’isola di Java nel 1935 in una famiglia cattolica,  studia all’univeristà di Jakarta letteratura inglese,  occupandosi soprattutto di teatro. Vince una borsa di studio per  l’American Academy of Dramatic Art  di New York, dove rimane per tre anni. Rientra in patria nel 1967, e subito fonda il laboratorio teatrale “Bengkel teatre” , che dirigerà per tutta la vita.

Si deve a lui l’introduzione nella cultura indonesiana dei testi  teatrali occidentali, da quelli più sperimentali e d’avanguardia, come Beckett, Brecht e Jonescu,  a quelli classici come Shakespeare,  e anche il teatro greco. Una delle sue “invenzioni”  più radicali  è  il teatro “mini-kata” (kata significa parola),  dove l’attore utilizza solamente la gestualità e pochissime parole onomatopeiche.

La sua ricerca è quella di fondere la cultura occidentale  con quella tradizionale giavanese e indonesiana. Pensa che la tradizione ha già in sè delle grandi possibilità di innovazione e sperimentazione aprendosi alle altre culture.  Ha scritto anche dei drammi dove cerca di attuare questo proposito con un’idea di libertà che  contrastava la politica di estrema destra del “Nuovo Ordine” di Suharto, e che ha costituito un nucleo solido di controcultura, per questo la sua attività è stata bandita ed interrotta spesso dalla polizia. Ha subito anche sei mesi di carcere, è uno dei pochi intellettuali, come Sitor Situmorang e Pramoedya Ananta Toer, che hanno osato opporsi alla dittatura. Suharto fu costretto a dimettersi nel 1998 in seguito alle rivolte dovute a una profonda crisi economica, e l’attività di Rendra può proseguire in piena tranquillità, viene  anche più volte nominato per il premio  Nobel,  muore a Java nel  2009.

Rendra ha sempre coltivato anche la poesia, ed è uno dei poeti indonesiani più noti all’estero, i suoi temi sono sempre civili, conosce la vita reale e le sue piaghe,  la corruzione, e il decadimento morale del regime,  si preoccupa per l’enorme massa di poveri del suo paese, e anche la religione,  dapprima il cristianesimo,  poi dal 1970 l’islam al quale si converte, viene vista in un’ottica quasi di  “teologia della liberazione”.

Di seguito, la mia traduzione di tre poesie dalla raccolta  “Sajak-sajak sepatu tua” – “Versi per le mie scarpe vecchie”,  e la splendida  “Versi per Bali” ,che per me è una delle più belle e rappresentative della sua arte. Questa poesia del 1977,  si occupa di un tema attuale, profondamente sentito in Indonesia, di quel processo che porta alla trasformazione  della cultura di una etnia in puro folklore ad uso dei turisti,  un problema di ecologia antropologica  che oggi coinvolge altre comunità in indonesia, come i Toraja di sulawesi ad esempio, nascono sempre più movimenti di protesta, le etnie  non vogliono perdere  il profondo significato della propria anima, lasciando solo un guscio vuoto da fotografare.

Foto di G. Locarno
Foto di G. Locarno

Manciuria

Nel grande campo
i cavalli galoppano
ardenti corrono sempre.

Nell’erba alta
il vento scompiglia le criniere
nel campo  vasto li sfido

La pioggia cade nella prateria
Oh  il vento è pioggia sull’erba

il firmamento è sotto la pioggia
e io mi sento ancora una volta perso

 
Mancuria

Di padang padang yang luas
Kuda kuda liar berpacu
Rindu dan tuju selalu berpacu.

Di rumput rumput yang tinggi
Angin menggosokkan punggungnya yang gatal.
Di padang yang luas aku ditantang.

Hujan turun di atas padang.
Wahai, badai dan hujan di atas padang!

Dan di cakrawala, di dalam hujan
Kulihat diriku yang dulu hilang.

Chiesa Ostaniko, Mosca

Sei una torre così alta
e così vana
la tua bocca quieta della porta
racchiude un  incontro chiuso
che soffre di polveri e preghiere rimasticate.

Gereja ostankino, Moskwa

Menaranya cukup tinggi
Tapi menggapai sia sia.
Pintunya mulut sepi
Rapat terkunci
Derita lumat dikunyahnya.

Salmo delle rose
 

Noi esaltiamo il nome del Signore
lo esaltiamo con tutte le rose
esaltiamo la sua dolcezza
la sua bellezza che emana affetto.
Il signore è un soldato colpito
Il signore viene dalle strade fangose
stracciato come un povero saggio
accarezza la testa ai bambini affamati.
Il signore è il malato che tossisce
ha lo sguardo acuto
accarezza la testa alle prostitute
Il signore vive in un pertugio stretto
con i ladri e gli scassinatori
e gli assassini.
Il signore è l’amico in una stanza piena
è il re dei re
è il verme per le oche e i maiali
la faccia del signore è la tavola dei bari
un mucchio di cartacce  buttate.
Ora lo vedo
è il signore dei vecchi
che dormono curvi per terra
e tossiscono nella notte fredda
e si premono lo stomaco affamati
Il signore ha tossito  tremato di freddo è stato colpito
ha gridato per le strade
lo senti vicino e familiare.
Tutti sono nostri amici: la polizia,
i ladri, gli assassini, i bari
Le prostitute e i disoccupati.
Domando:
Allora perché non andiamo con lui
da questi vecchi amici
non dimenticandoci di portare il nostro cuore.

Mazmur mawar

 

Kita muliakan Nama Tuhan
Kita muliakan dengan segenap mawar
Kita muliakan Tuhan yang manis,
indah, dan penuh kasih sayang

Tuhan adalah serdadu yang tertembak

Tuhan berjalan di sepanjang jalan becek
sebagai orang miskin yang tua dan bijaksana
dengan baju compang-camping
membelai kepala kanak-kanak yang lapar.

Tuhan adalah Bapa yang sakit batuk
Dengan pandangan arif dan bijak
membelai kepala para pelacur

Tuhan berada di gang-gang gelap
Bersama para pencuri, para perampok
dan para pembunuh

Tuhan adalah teman sekamar para penjinah
Raja dari segala raja
adalah cacing bagi bebek dan babi

Wajah Tuhan yang manis adalah meja pejudian
yang berdebu dan dibantingi kartu-kartu

Dan sekarang saya lihat
Tuhan sebagai orang tua renta
tidur melengkung di trotoar
batuk-batuk karena malam yang dingin
dan tangannya menekan perutnya yang lapar

Tuhan telah terserang lapar, batuk, dan selesma,
menangis di tepi jalan.

Wahai, ia adalah teman kita yang akrab!
Ia adalah teman kita semua: para musuh polisi,
Para perampok, pembunuh, penjudi,
pelacur, penganggur, dan peminta-minta

Marilah kita datang kepada-Nya
kita tolong teman kita yang tua dan baik hati.

Versi per Bali

Poiché crediamo nell’efficacia della nostra industria
e confidando che questo possa favorire la crescita del capitale nazionale
dall’arte e dalle bellezze  di Bali
ne ricaviamo un villaggio turistico.

Bene, allora:

senza ulteriori indugi
Bali deve spalancarsi al turismo.

Perché:

esistono  gli aerei a reazione,
e le compagnie devono pur mandarli da qualche parte
ci sono poi persone da trasportare
quindi bisogna creare una destinazione
e anche del tempo libero all’umanità
che possa fare  una vacanza con la famiglia.
Facciamo poi intercettare il tutto da una compagnia turistica
per il bene dell’economia.

E Bali,
con tutta la sua arte,
la sua cultura e la sua natura
potrà essere riassunta in un depliant,
impacchettata con carta da imballaggio
e servita ai facoltosi viaggiatori
che con gli aerei a reazione vanno già ai margini della giungla brasiliana
di fronte al campo dei Beduini
per contemplare un lato inaspettato
più improvviso di un sogno:
saremo un’ insolita sorpresa culturale.

Questo è un nuovo potere.
Così veloce che rimaniamo senza fiato.
Così intelligente da farci sembrare stupidi
e mentre noi ce ne restiamo lì storditi
gli aerei a reazione emergono dai nostri  sogni
e assumono la forma del capitale :

“Aeroporti –  Hotel –  bistecche  –  coca-cola”
autostrade e viaggiatori svagati che  le percorrono.

Oh honey – dear!”
“Guarda i nativi!”
“Si arrampicano sulle palme da cocco come scimmie!
Fantastic – dobbiamo fare delle foto!”.

*

“Attenzione!   Non dovete toccarli!
Sorridi and say hello.
Vedi ha le mani sporche
forse lì ci sono i vermi”

*

My Good! Guarda come sono innocenti
le donne non si coprono nemmeno le tette.
Guarda queste! … come le hanno, sono perfette!
Qui sono tutti liberi e così spontanei.
Anch’io voglio essere come loro.
Cioè voglio dire….
Okey okey… era solo una supposizione
so che mi proibisci di girare senza reggiseno.
Guarda John, e non aggrottare le sopracciglia!
Stai accanto a lei
Ti faccio subito una foto.
Ah ! Fabolous !”

E la Banca Mondiale
sempre interessata ad aiutare i paesi poveri
ne farà un progetto gigantesco.
Questo significa che il 90% del materiale verrà importato.
E i nostri progressi
saranno i progressi degli schiavi,
o il progresso come fornitori e utenti.

Quindi a Bali
gli hotel dei nativi vanno in bancarotta
schiacciati dai tour confezionati.
La cultura popolare è già diventata  un concetto nebbioso
calpestato  dagli standard del commercio internazionale.
Le danze cessano di essere mantra sacri
diventano spettacolo d’intrattenimento.
Sculture, intagli  e pitture non sono più espressione dell’anima
ma sono diventati solo artigianato.
La vita sarà  sempre più controllata da una volontà ancora umana
ma che non ascolta  più il canto della natura.
E’ il potere di quella volontà
fortemente istituzionalizzata,
che non segue più il corso naturale
ignora l’istinto dei reni
del fegato, della bile,  dei fiumi e delle foreste.

A Bali:

ormai hanno pisciato
sulle spiagge, sulle montagne, nei nostri letti
e nei nostri templi.

Pejambon,
23 Juni 1977.

Sajak  pulau Bali

Sebab percaya akan keampuhan  industri
dan yakin bisa memupuk modal nasional
dari kesenian dan keindahan alam,
maka Bali menjadi obyek pariwisata.

Betapapun :
tanpa basa-basi keyakinan seperti itu,
Bali harus dibuka untuk pariwisata.
Sebab :
pesawat-pesawat terbang jet sudah dibikin,
dan maskapai penerbangan harus berjalan.
Harus ada orang-orang untuk diangkut.
Harus diciptakan tempat tujuan untuk dijual.

Dan waktu senggang manusia,
serta masa berlibur untuk keluarga,
harus bisa direbut oleh maskapai
untuk diindustrikan.

Dan Bali,
dengan segenap kesenian,
kebudayaan, dan alamnya,
harus bisa diringkaskan,
untuk dibungkus dalam kertas kado,
dan disuguhkan pada pelancong.

Pesawat terbang jet di tepi rimba Brazilia,
di muka perkemahan kaum Badui,
di sisi mana pun yang tak terduga,
lebih mendadak dari mimpi,
merupakan kejutan kebudayaan.

Inilah satu kekuasaan baru.
Begitu cepat hingga kita terkesiap.
Begitu lihai sehingga kita terkesima.

Dan sementara kita bengong,
pesawat terbang jet yang muncul dari mimipi,
membawa bentuk kekuatan modalnya :
lapangan terbang. “hotel – bistik – dan – coca cola”,
jalan raya, dan para pelancong.

“Oh, look, honey – dear !
Lihat orang-orang pribumi itu!
Mereka memanjat pohon kelapa seperti kera.
Fantastic ! Kita harus memotretnya !
…………………………..

Awas ! Jangan dijabat tangannya !
senyum saja and say hello.
You see, tangannya kotor
Siapa tahu ada telor cacing di situ.
…………………….

My God, alangkah murninya mereka.
Ia tidak menutupi teteknya !
Look, John, ini benar-benar tetek.
Lihat yang ini ! O, sempurna !
Mereka bebas dan spontan.
Aku ingin seperti mereka…..
Eh, maksudku…..
Okey ! Okey !….Ini hanya pengandaian saja.
Aku tahu kamu melarang aku tanpa beha.
Looknow, John, jangan cemberut !
Berdirilah di sampingnya,
aku potret di sini.
Ah ! Fabolous !”

Dan Bank Dunia
selalu tertarik membantu negara miskin
untuk membuat proyek raksasa.
Artinya : yang 90 % dari bahannya harus diimpor.

Dan kemajuan kita
adalah kemajuan budak
atau kemajuan penyalur dan pemakai.

Maka di Bali
hotel-hotel pribumi bangkrut
digencet oleh packaged tour.

Kebudayaan rakyat ternoda
digencet standar dagang internasional.

Tari-tarian bukan lagi satu mantra,
tetapi hanya sekedar tontonan hiburan.
Pahatan dan ukiran  bukan lagi ungkapan jiwa,
tetapi hanya sekedar kerajinan tangan.

Hidup dikuasai kehendak manusia,
tanpa menyimak jalannya alam.
Kekuasaan kemauan manusia,
yang dilembagakan dengan kuat,
tidak mengacuhkan naluri ginjal,
hati, empedu, sungai, dan hutan.
Di Bali :
pantai, gunung, tempat tidur dan pura,
telah dicemarkan

Pejambon,
23 Juni 1977.


Una risposta a "Giancarlo Locarno: Rendra – Versi per le mie scarpe vecchie"

  1. mi ha così colpito la poesia “Versi per Bali” che sono andato in giro per la rete a cercare altre notizie su Rendra. tra le diverse altre cose lette, fa riflettere il fatto che l’arresto nel 1979 avvenne durante un suo reading di poesia al centro artistico Taman Ismail Marzuki di Jakarta: la polizia militare di Suharto lanciò delle bombe lacrimogene all’ammoniaca sul palco e se lo portò via di peso. scenografia spettacolare che ci riporta alla poesia come strumento di lotta e di ribellione, come arte socialmente viva, ovvero quanto di più lontano dal panorama poetico nostrano post-PPP. e un po’ mi s’è rinfocolata la tristezza nel pensare a quanta intellettualità sinistrata e cortigiana ha trovato ormai stabile dimora nei “salotti bene” mentre lo stato sociale viene disintegrato e la povertà dilaga. addirittura commovente il passaggio “gli aerei a reazione emergono dai nostri sogni / e assumono la forma del capitale”, emblematico memento del lavaggio del cervello globale cui siamo sottoposti in una società consumistica che si è consegnata alla signoria del mercato, dove gli schiavi convinti di essere liberi s’accodano gaudenti al banco macelleria, poggiando da soli la testa sul tagliere per congratularsi con la mannaia…
    e, aggiungo con mestizia, che il tema della “trasformazione della cultura (..) in puro folklore” è un problema che trascende i confini indonesiani per abbracciare tutti i paesi di tutti i continenti in balia dell’ordoliberismo globalizzatore.
    un grazie sentito, come sempre, a Giancarlo (mi mancavi) e alle sue dissezioni poetiche dal taglio preziosamente obliquo.

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