Dentro lo sguardo – Miro Gabriele

Sono versi pervasi di morbido senso dell’equilibrio, armoniosamente tessuti intrecciando scene di vita quotidiana con sostanziali riflessioni, imbevute di costante nostalgica malinconia. Il poeta fa coesistere, al contempo, la consapevolezza del presente sulle note armoniche di un’evocata e suggestiva rivisitazione emotiva, per un passato che non accenna a sfumare. Le immagini si susseguono compenetrandosi in illuminanti quanto pacate e naturali osservazioni, che cristallizzano in un non tempo arguto e sognante fatto di attimi indimenticati. _D.E. Bragagnini

 

 

DENTRO LO SGUARDO di Miro Gabriele
edizioni  Ensemble 2019

 

dalla sezione Giardino degli aranci

Luce di marzo

Rose celesti di un giardino
oscillano dentro gli sguardi
così leggeri oltre la finestra
siamo in un fiato senza corpo
vedi, si apre il passaggio
nel numero dei giorni il viaggio
della luce verso altre stanze.

*

Forse

In quel rassegnato profilo sul divano
antica gioia forse ti sorprende
il mattino eterno di un giardino
l’ineffabile presenza degli alberi nel cielo
quasi una spina alle tue spalle
e il levitare silenzioso della notte
rimbalza come un mare fra le case
la sua luce vuota ancora mi raggiunge
oltre il sussurro della memoria.

*

Insonnia, Milano

In questa notte senza vita
la pioggia moltiplica il rumore
l’eco del vuoto la sua nera scia
vita della mia vita voli via
con i tuoi pochi anni con
l’odore dolce della tua ferita.

*

Ai margini

Un fuoco sul gelo della strada
fissa la notte impietrita
nel tuo cappotto chiaro
sul fondale desolato della città,
un vuoto impercettibile m’ingoia
luci d’automobili sfiorano l’attesa
e il buio ci copre ai margini del mondo
un debole chiarore sull’erba fradicia
quel tremito di stelle perdute
nelle tue mani.

*

Estate a Milano

Sulle soglie d’ombra del giorno
l’estate bianca di Milano ronza
in infiniti corpuscoli di luce
oltre i confini della mia finestra
l’estate sporca riversa sull’erba
abbandonata come l’amore in un cortile
come il senso inafferrabile di un nome
nel bagliore del tempo.

*

Lungomare

C’è ancora chi si perde fra le sponde di un mattino
arrivato come un’onda sulla terrazza di un bar,
il mare accecante ingoia il suo tempo e tu
hai lasciato il tuo nome imperfetto lungo il mio volto
affondato i pensieri nella curva di una sdraio
nel sogno occulto che ognuno tiene stretto a sé
e resta qualcosa per noi fra le ombre sottili
confuso negli occhi perduto alle notti
il lampo di luce l’immenso abbraccio del lungomare.

*

dalla sezione Notte tirrenica

Mantra di ottobre

Eccoci intatti sfiorati dal buio
aspettare nell’umido sogno
i giorni del mondo, il tuo nome si ferma
come un mantra di ottobre
sulla lucida scatola rossa
le parole sul nulla dei corpi,
sorellina notturna c’è un vuoto
di rose e di braccia lontano
e vicino sotto il tiepido azzurro
un lungo abbraccio di spazio nell’aria stupita
sull’altra sponda del cielo.

*

Fine anno

Il cuore della notte tirrenica
è nel velo di pioggia di Ostia antica
l’attesa del mare si affaccia al tuo nido di stoffa
gli ultimi colori di un anno
lasciano spine di sorrisi
il pudore dell’inespresso sull’orlo dei bicchieri.

*

dalla sezione Di ogni cosa

I pensieri

Il bianco dei pensieri
la sua accecata lente,
lo scatto troppo amato
troppo considerato.

*

Le mani

Oh le nostre mani replicate
nel gesto dello sconosciuto
nel calore debole
di chi le ha sfiorate.

*

La vita

Fra di noi la vita
con piccoli rumori
così lontana e come
se non si fosse mossa.

*

La luce

Come la sabbia
morbida
la luce abbandonata
dietro gli angoli.

*

Lo sguardo

Lo sguardo lo spazio
l’angolo mai sazio,
permanenza del riflesso
chiarità dell’ombra.

*

dalla sezione Altre città antiche

Roma
(Marco Anneo Lucano alla moglie Polla Argentaria)

Il verde pomeriggio si stringe in un languore
che è solo eterna indifferenza della terra
votata a ripetersi umilmente
nei piccoli mondi ai bordi dei sentieri
in un volo di storni che attraversa la finestra
e si perde nel cielo vuoto di domani
dove saremo solo ombre
fra le rovine della storia e nessuno saprà
come la mia estenuata giovinezza insegua stasera
l’odore del giorno che muore sotto quei platani
ho solo sfiorato
la luce che Roma getta nel tempo
lascio a voi le parole le visioni
ciò che resta del mio viaggio nel buio
sposto lo sguardo verso quella pace
così immaginaria e irraggiungibile.

*

dalla sezione Un inverno indiano

Hikkaduwa, 6 febbraio

Si fa notte dolcemente all’orizzonte, a sinistra verso l’equatore
in mezzo alle nuvole il cielo è luminoso di un blu elettrico e
trasparente, una linea interna sale dal mare e si riflette lucida
sulla curva del cielo

ora di cena fra poco, il padrone dell’albergo me li ha mostrati
oggi, King fish stesi su un tavolo in cucina tre pesci enormi
nell’ombra striati d’azzurro, perduti stupiti con l’ultimo
sapore dell’oceano in bocca

affondo con in mano la notte che scotta di blu, si nasconde
nella foresta sotto le palme e i banian, serpeggia morbida
accasciandosi nelle radure con gentile pigrizia, al riparo dai
grilli e dai limpidi fischi notturni che galleggiano veloci sullo
sfondo, riempiendo di spilli tiepidi gli alberi e il terreno
intorno a noi

siamo immersi nella coppa scura con immenso profumo di
buio e di stelle.

*

MIRO GABRIELE vive a Roma. Ha pubblicato “Odi et amo” Ianua 1988, una traduzione di poesie di Catullo con prefazione di Luca Canali, e “Il Gaio Verso” Ianua 1992, antologia di autori latini. È stato inserito da Luca Canali in “I poeti della ginestra”, Lalli 1989. Ha vinto il premio internazionale Eugenio Montale nel 1992, ed è presente in “Sette poeti del premio Montale”, Scheiwiller 1993. Compare in “Vent’anni di poesia” 1982 – 2002, a cura di Maria Luisa Spaziani, Passigli 2002. Nel 2004 ha pubblicato il romanzo “La Vita Incerta”, Valter Casini Editore. E’ autore, con Anna Maria Giannetto, del testo di latino per i licei “Navigare”, Zanichelli 2006. E’ stato finalista del Premio Lorenzo Montano nel 2006 e 2008. Nel 2014 ha pubblicato “Le città antiche e altre poesie” GBE Editoria, con prefazione di Alessandro Fo, segnalato al premio Montano 2015. Nel 2019 è uscito “Dentro lo sguardo” Ensemble edizioni.

 

 

 

 

 

 

 


2 risposte a "Dentro lo sguardo – Miro Gabriele"

  1. “Si fa notte dolcemente all’orizzonte, a sinistra verso l’equatore
    in mezzo alle nuvole il cielo è luminoso di un blu elettrico e
    trasparente, una linea interna sale dal mare e si riflette lucida
    sulla curva del cielo
    ora di cena fra poco, il padrone dell’albergo me li ha mostrati
    oggi, King fish stesi su un tavolo in cucina tre pesci enormi
    nell’ombra striati d’azzurro, perduti stupiti con l’ultimo
    sapore dell’oceano in bocca

    affondo con in mano la notte che scotta di blu (…..)

    siamo immersi nella coppa scura con immenso profumo di
    buio e di stelle.”
    …. versi morbidi che lambiscono la scena quotidiana evocando, come ha intessuto Doris …una scena che fumiga e stringe sui dettagli accendendo i sensi, il tatto, il gusto e la memoria di una posterità anche che trascende il presente…
    mi è parso di essere per un tratto ad Hikkaduwa, sotto il cielo stellato che copre ogni vita al calar del Sole

    Piace a 1 persona

    1. Gentile Monica Baldini, grazie di cuore per le belle e acute parole che hai scritto su “Hikkaduwa”. Ogni nuovo lettore è una grande ricchezza…

      "Mi piace"

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