“Tutti i giorni un incantesimo” di Sabatina Napolitano | prefazione di Pasquale Vitagliano

Sabatina Napolitano
Tutti i giorni un incantesimo
peQuod 2026

Prefazione di Pasquale Vitagliano

 

Leggendo questa ultima opera poetica di Sabatina Napolitano mi è venuto in mente un discorso di Massimo Cacciari sulla poesia e il suo concetto di Antiplatone. Ogni giorno un incantesimo va letta, come suggerisce la stessa autrice, come un unico testo, pur diviso in più sezioni, e prosegue lo studium della precedente raccolta, Cantico degli amanti. Dalla parte del marito, leggiamo pertanto un poema. Ed è già questa una scelta precisa. L’autrice intende costruire una storia epica, quasi una teogonia umana. Al centro di questo racconto che aspira ad essere orale, un vero e proprio canto, c’è la poetessa e il suo mondo immaginario, eppure concretissimo. È lei l’origine di tutto.

Solo apparentemente la sua poesia è fisica e immediata. In realtà, è il frutto visionario del suo pensiero e del suo linguaggio. Anche il suo amante sgorga dalla sua poesia. Protagonista assoluto è lasorgente creativa dell’autrice. In questo senso, ogni verso parla d’amore ma senza un vero destinatario.È un amore puro persino quando è carnale e disturbante. Questo canto d’amore, pertanto, èsempre un controcanto. Alla maniera di Cacciari, è un Antiplatone.

L’autore è risorto dalle ceneri della modernità. L’artista è presente direbbe Marina Abramovic. Siamo di fronte ad un neoromanticismo senza timidezze intellettuali.Oltre il flusso psichedelico dei versi, le parole dell’autrice sono precise. Non hanno bersaglio eppure fanno centro. Sono un grande omaggio alla potenza e alla bellezza del linguaggio poetico. Portano l’indizio che la poesia non ci appartenga, che sia sempre oltre quello che dice, talvolta dica di più, altre volte dica di meno. La poesia è una dimora in cui cerchiamo di entrare, nella quale domandiamo di abitare. Sabatina Napolitano ha fatto della poesia un tempio e si presenta come una vestale.

Penso spesso che la poesia autentica coincida sempre con la vita dei poeti. In questo caso, vado in crisi. Senza l’esorcismo della poesia tutto sarebbe più ordinario e tollerabile, ma forse la sorgente si esaurirebbe. Non so cosa augurare, intanto lasciatevi inondare da questi versi.

Pasquale Vitagliano 

*

Dalla presentazione dell’autrice:

Tutti i giorni un incantesimo è una silloge composta da sette sezioni: “Tutti i giorni un incantesimo. Scritte da me per lui (un poemetto di come sei)”, “Tutti i giorni un incantesimo. “Scritte da lui per me (un poemetto di come sono)”; “Teodora e il mondo bizantino”, “Regina dell’inferno e del Paradiso”, “La leggenda di San Barlaam”, “Monologo della Regina di Saba”, “Una parola sui diritti”.

Questo libro nasce da una costola del libro precedente Cantico degli amanti. Dalla parte del marito. Come direbbe Montale, si legge come un unico testo. È un racconto amoroso, la prima parte sono dei testi lirici dedicati a un tu amoroso. La seconda parte consiste nella risposta del tu. Mi piace seguire la scia del dialogo intimo, della connessione interna. Per la prima volta ho sentito l’esigenza di inserire dei testi in un inglese colloquiale, non potevo liberarmi da un bisogno simile. La scrittura del libro mi ha richiesto anni sia di meditazione delle immagini e dei contenuti emotivi. Pochi mesi fa ho perso la mia amata cagnolina, compagna di viaggio, e il dolore ancora risuona in me come nel giorno della perdita.

Sia per la sezione dedicata alla regina Persefone,che per quella dedicata alla leggenda di San Barlaam mi sono rifatta a dei saggi che ho scritto prendendo appunti dai libri del prof. Tommaso Braccini che seguo ormai da anni.

Per lo studio sulla regina di Saba, ho cominciato nell’ottobre del 2020, con un testo fornitomi dal prof. Pierpaolo Loffreda, dal titolo La regina di Saba e altri saggi etiopi. Poi ho continuato a scrivere di questa regina nei miei libri e probabilmente continuerò.

Ringrazio sia Pasquale per la cura, la stima e gli incoraggiamenti e Doris per l’amicizia e l’affetto. Ringrazio l’editore per la stima e l’attenzione verso di me.

Siena, maggio 2026

 

Sabatina Napolitano, Tutti i giorni un incantesimo, Prefazione Pasquale Vitagliano, Postfazione Doris Emilia Bragagnini, Pequod 2026

 

*

 

_________________________________________________A Briciola, grazie per avermi regalato
sedici anni di meraviglia.
Mi manchi così tanto.
Ai miei alunni, ai miei cari, a chi mi ama.
E a mio marito.

 

da Scritte da me per lui, poemetto di come sei

Se potessi scegliere cosa volere,
se potessi avere tutto
e sentire tutto come tutti i viaggi
per definire il nostro corpo.
Un corpo di baci e tenerezza.
Mi tuffo nel castello della nostra anima,
mi guardi leggendo l’ignoto,
giardiniere dell’anima e del tempo.
Tocchi di me ogni cosa che è tua.
Tuffati in me, raccogliti.
Tuffata in te, come nelle cose che non tornano più.
E in quelle che potranno tornare.

Inizio questo libro semplicemente per raccontare la
nostra vita. Un diario di poesia, forse, ma raccontiamo
l’umanità. Tuffato nella mia anima. Caduto.

Io che scrivo lui cosa è dai miei occhi.
Tuffata nei ricordi più belli.

Ci siamo svegliati insieme
dopo aver fatto l’amore
come facciamo ogni notte.
Vivo nelle pause tra i tuoi baci
e ogni giorno un’eclissi ci innamora.
Le tue labbra sono l’unico posto
della mia pace, ma anche i tuoi occhi,
la pelle in ogni parte del corpo.
Tra me e te c’è solo l’universo.
Tu sei tutto l’universo che vibra per me
e siamo una eclissi
un evento straordinario
che accade ogni volta
quando siamo nudi,
ma anche con tutto ciò che indossi
la t-shirt nera, la felpa nera,
tu che sorridi e mi guardi
perché ti piace guardarmi
mentre cerco di capirti
ma più di tutto ti piace guardarmi
per sapere che sto bene con te.
Da quando è morta Briciola non so
più chi sono, la mia identità si è persa con lei
costretta a cercarmi ogni giorno nel vuoto.
Riempire il vuoto anche con l’amore di ciò che non
torna

*

da Scritte da lui per me, poemetto di come sono

Sabatina tu non sei più tu
vivi nel mio incantesimo.

Nudo nuoto in te ogni notte.
Sono chiunque ti guarda
nel salto prima di tuffarmi.
Nuda sei come fuoco acceso
perla e luna della mia memoria.
Ma il tuffo migliore lo faccio da sdraiato
quando nella vasca da bagno ti abbraccio
e sei gentile e abbandonata.
Stanca e tenera.
Ti do la mia penna,
tu che sei la nostra regina.
Stai a casa mia, fin quando puoi,
ti condurrò alle stanze del mio fuoco
dove scorre il sangue delle nazioni,
tu che sei bianca e nera,
bianca, altissima, dalle mani gentili,
nera, trasognata, lontana, vicina e rotonda.
Inviolata e inviolabile,
come una madre e una sorella
da questa mia casa sospesa nel tempo
canto la tua anima,
la unisco all’anima del mondo,
ricamo i miei desideri con te.
La tecnica prima di tuffarmi,
la lucidità iconica di quello che sei per me,
nella mia mente tesa.
Tuffato ogni giorno nel desiderio di conoscerti
voglio la coppa nascosta in te, Cariddi.
Pericolosa e fragile, vortice in cui mi tuffo.
Il vortice tra i tuoi seni
che mi fa sentire un re e un bambino,
quando riposo dopo una notte agitata.
La coppa che prendo nei tuoi vortici,
il trionfo di quando vinco in te le paure,
Quando la vita ti lascia sola su un trampolino,
che non sai se è un trampolino di morte.
La coppa densa della tua solitudine,
i modi in cui abbandoni la gioia.
Quella coppa sul nostro comodino,
mi ricorda il segno di ciò che sono,
tuffato in quello che passa oltre,
nella vita che non sai.
Nei bui che non riesci ancora a raccontare.
Nelle tensioni irrisolte.
In ciò di cui hai paura,
mi getto nel gorgo, e prendo la mia coppa.
La coppa raccolta dei tuoi dolori
quando mi piange il cuore a vederti stanca,
quando mi sei vicina,
sento i tramonti di ogni parte della terra,
guardo nei tuoi occhi luminosi
e so che guardi ai miei,
che proteggi i miei.
Che proteggi i miei ricordi e desideri
nelle tue mani di donna […]

*

da Una parola sui diritti

L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo
portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di
guerra, sorgente di morte, si colmino i granai,
sorgente di vita per milioni di creature umane
che lottano contro la fame. Il nostro popolo
generoso si è sempre sentito fratello a tutti
i popoli della terra. Questa è la strada, la
strada della pace che noi dobbiamo seguire.
Sandro Pertini

 

Una parola intorno alle terre
che bruciano, ogni estate.
Un corso per insegnare
ad amare il posto che ci ospita,
un racconto sulla terra, sugli animali
e sul creato per non sentire più
il tanfo del fumo,
per non vedere più fuoco ovunque.
Un’informazione culturale vera
sulle vittime del mare,
sui morti affogati
che scappano dalla guerra,
dal disagio, dalla fame.
Una storia vera sulla parità
dei diritti tra uomo e donna,
gli interrogativi sulla democrazia.
Il consiglio per un libro giusto,
che sappia dare valore alle università,
alle istituzioni, che faccia luce
sui drammi della raccomandazione.
Qualcosa che parli della pornografia,
della violenza sui minori,
del traffico degli organi,
un trattato sulla difesa delle minoranze.
Una poesia sul male,
sui cadaveri della guerra
e degli errori umani.
Anni da dedicare agli storici,
a chi si interroga sulle mafie,
sulle carceri, sulla pena di morte.
Lo spazio per i moderni eroi:
per chi non ha paura
di scoprire l’assassino,
per chi tiene inchieste profonde,
per chi lotta per la giustizia
contro i soprusi, contro le indifferenze.

Il confine tra cadaveri e vivi,
tra femministe e oppresse,
tra quelle a cui viene rifiutata
una passione e quelle che
cercano il divorzio.
Tutte le rivoluzioni drammatiche
hanno intrecci assurdi.
Alla televisione non trovo più nessuna
conversazione intelligente,
uno scenario amministrato dai potenti
mentre i titoli dipendono
da un meccanismo orwelliano.
Autorità che non pensano,
non sono capaci di sentire il paese,
non sanno strutturare un sano rapporto
con i mass media.
La pubblicità degli estremismi politici,
e talvolta chi decide
finisce per ripercorrere gli sbagli,
finisce per accompagnare l’azione
ad un rapporto di forza,
a frasi testamentarie
che spaventano, umiliano,
rischiano di annichilirci,
diventiamo numeri di una economia
che non ha occhi per vedere.
Pensano tutti che una guida forte
possa cambiare il mondo,
ma i destini si collocano
nelle decisioni delle menti di molti.
C’è bisogno di un linguaggio
che rinforzi la dignità,
preparazioni specialistiche,
competenze profonde, diritti e tutele.
Il mondo è pieno di diverse culture
il flusso di coscienza di un occidentale
non è lo stesso di un orientale,
bisogni e società diverse
ma diritti universali.
La parola “mondo” implica nascere
nel corso del tempo liberi di dissentire
e di non restare indifferenti.
Mai più devono esserci vittime di stato,
mai più vittime delle forze dell’ordine,
dei soldati, la parola “mondo”
ha bisogno dell’educazione
non della violenza e della barbarie,
il bersaglio del tempo
è l’equilibrio tra gli Stati.

Costruire con una energia calda,
ricordare anche tutto ciò
che è stato costruito
Costruire con una energia calda,
ricordare anche tutto ciò
che è stato costruito.
Come in parti del mondo sviluppate
la donna può dire no,
perché dire sì senza consenso è stupro.
Ogni tipo di condivisione intima
deve essere consensuale,
ci sono parti del mondo in cui ancora la donna
non gode di alcuna assistenza legale,
lotta per la parità politica,
per la parità sociale ed economica.
Mentre in altre parti del mondo
la donna non gode di alcuna libertà
di espressione: le donne
sopportano abusi,
discriminazioni, offese.
In India le donne fuori dalle caste
sono a rischio di abusi e violenze.
In tutto il mondo omicidi impuniti,
insabbiamenti, aggressioni di gruppo,
crimini sessuali, violenze domestiche,
ci fanno tutti più vicini alla barbarie
noi che non siamo i privilegiati,
siamo quelli che conoscono
e non possono far nulla
per opporsi veramente.
Tu che fai del male a una donna,
donna come chi ti ha partorito,
sorella come chi ti ha sorretto,
amante e amica come chi ti ha aiutato.
Tu assassino della società,
assassino di tua madre, di tua sorella,
della tua amica.
Misogino con una mente terroristica.
Tu che odi le donne,
che pensi che la violenza sia giusta,
che cospiri l’odio,
tu che guardandoti allo specchio
ti senti forte,
ti senti ribelle mentre sei
solo gravemente malato.
Una donna che cerca la libertà
non è una donna ribelle,
una donna non è costretta a scegliere
se essere una martire o un’amante.
Se si mostra disinibita,
non vuole dire che è forte.
Se è troppo anticonformista
ed emancipata non vuol dire
che deve essere eletta a modello,
né che essere anticonformiste
vuol dire sentirsi libere.
Una donna può sentirsi libera
di esprimere le sue idee al mondo
anche restando timida,
a volte introversa.
Una donna è il potere
delle sue idee ed opinioni.
La forza della mente
è il potere più grande.

 

*

Sabatina Napolitano è una insegnante, poeta, scrittrice, saggista, critica, appassionata d’arte. Nasce a La Maddalena, il 14 maggio 1989. Attualmente vive ad Asciano, nelle Crete Senesi. Ha cominciato a scrivere da bambina. La sua prima raccolta poetica è del 2010, premio di un concorso indetto dall’editore “La scuola di Pitagora” di Napoli. Ha pubblicato otto libri di poesia, e un romanzo. Tra i libri si annoverano: Metastasi di autonomia (La scuola di Pitagora, Napoli, 2011), Tango per cigni neri (Il saggio editore, Eboli, 2013), A briglie sporche (Menna, Avellino, 2013 con Paolo Bigotto), Poesie d’amore (La scuola di Pitagora, Napoli, 2015), Da prefazioni e introduzioni (Arcipelago Itaca, antologia poeti contemporanei, 2017), Scritto d’autunno (Ensemble, 2018 pref. Gabriel Del Sarto), Corsivo (Edizioni il Foglio, Piombino, 2021), Cantico degli amanti, Dal lato del marito (I quaderni del bardo, 2024, pref. Pasquale Vitagliano, post. G. Mastropasqua). Nel 2019 comincia la sua attività critica con le recensioni collaborando con il premio Nabokov di cui è stata anche giurata. Ha collaborato tra le tante testate con “Ultima Voce”, “Fermata Spettacolo”, “l’Incendiario”. Collabora con i redattori della rivista d’arte “About Art” e “La poesia e lo spirito”. A dicembre 2021 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Origami (Campanotto, 2021). Suoi testi negli anni sono stati pubblicati su Poetarum Silva, Nazione Indiana (a cura di A. Raos), La poesia e lo Spirito (a cura di P. Vitagliano), Gradiva, Bibbia d’asfalto (a cura di E. Lomanno), Neobar (a cura di F. Della Posta e Doris Emilia Bragagnini), Poesia del nostro tempo, Poesia ultracontemporanea, Il giardino dei poeti, e tanti altri siti e riviste online e cartacee. Suoi racconti sono su Quaerere, L’incendiario, Sguardi Indiretti.

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