Amir Hamzah – Wayang (di Giancarlo Locarno)

Avevo già presentato  Amir Hamzah (Langkat, Sumatra,1911 -1946),  grande poeta alle origini della lirica indonesiana  che porta lo stesso nome di un eroe dell’epica malese, su neobar qualche anno fa, traducendo alcune liriche dalla raccolta Nyanyi Sunyi (canto silenzioso) del 1937. Presento qui un’altra poesia della stessa raccolta, è un canto d’amore e nello stesso tempo un canto cosmico. Amir ha scritto 50 poesie , e tutte a Java, e quelle d’amore sono  per Llik Sundari,  un amore sfortunato che ha dovuto lasciare  per ritornare a Sumatra,  perchè la sua famiglia , il padre era il vice sultano di Langkat, aveva combinato il suo matrimonio con la figlia maggiore del sultano.

Da allora, pur obbedendo visse nel dolore  e  non scrisse più nulla.

In questa poesia Amir usa la metafora del teatro indonesiano delle marionette, il wayang, sul quale vale la pena di spendere qualche parola.

Ci sono due tipologie  di wayang, quello più diffuso è il wayang kulit, il teatro delle ombre, le marionette sono intagliate su una pelle indurita di bufalo, e sono bidimensionali, c’è poi il wayang golek tipico di Java occidentale, che è un teatro con le marionette tridimensionali,  ed è quello citato nella poesia. Le rappresentazioni  sono lunghissime, arrivano a durare una notte intera e sono basate  sulle saghe indiane  del Mahabharata  e del Ramayana.

Nel link seguente si vede una rappresentazione di wayang kulit vista dalla parte del burattinaio:

https://www.youtube.com/watch?v=MOmF4bBv44M

Nel link successivo si vede la rappresentazione dalla parte dello spettatore:

https://www.youtube.com/watch?v=pfydro4X2t0

Nell’ultimo link si vede un esempio di wyang golek:|

https://www.youtube.com/watch?v=Wph0cBNi7Yo

In questa poesia il canto d’amore sembra scandito dal grande burattinaio, che determina I tempi, le entrate e le uscite di scena, durante il tempo della rappresentazione gli amanti sono invece liberi, creano vite e le mille forme delle sensazioni.

A me richiama “Che cosa sono le nuvole” di Pasolini,  in particolare nella scena finale quando Totò e Ninetto Davoli  sono buttati nella discarica,  qui invece gli amanti sono riposti nella scatola, in entrambi i casi  guardando le nuvole, oppure oltre  il coperchio della scatola, le marionette scoprono di essere nate non solo per ubbidire al burattinaio (che mi sembra quasi la pesonificazione del nulla del Leopardi), ma anche per comporre con il tempo della vita l’estrema illusione di una poesia.

 

Wayang (A causa tua)

Se amo la vita è per causa tua
come tutti i fiori che stracciano il bocciolo
anche il mio cuore sciama dalle ombre ed esce all’amore
alla sua essenza profumata

viviamo come in un sogno
i nostri movimenti nascono e si sviluppano sullo schermo
sogno ancora e danzo leggero, cosciente e incosciente
il burattinaio mi prende

così rivivo le mille forme sullo schermo candido
col wayang lo riempio di sensazioni,  creo vite
il cuore mi segue nell’accordo
di due anime in una sola intimità

sono la tua marionetta e tu sei la mia
regoliamo i nostri canti per il burattinaio
sullo schermo fluisce la visione, scorro lungo il suo ritmo
il ritorno è il tempo di una sola canzone

adesso brillante e veloce scambia i golek
Io e te siamo rimessi nella scatola
siamo le sue due marionette
siamo nati per soddisfare il burattinaio
e per comporre una poesia.

Wayang (Sebab Dikau)

Kasihkan hidup sebab dikau
Segala kuntum mengoyak kepak
Membunga cinta dalam hatiku
Mewangi sari dalam jantungku

Hidup seperti mimpi
Laku lakon di layar terkelar
Aku pemimpi lagi penari
Sedar siuman bertukar-tukar

Maka merupa di datar layar
Wayang warna menayang rasa
Kalbu rindu turut mengikut
Dua sukma esa-mesra

Aku boneka engkau boneka
Penghibur dalang mengatur tembang
Di layar kembang bertukar pandang
Hanya selagu, sepanjang dendang

Golek gemilang ditukarnya pula
Aku engkau di kotak terletak
Aku boneka engkau boneka
Penyenang dalang mengarak sajak.


2 risposte a "Amir Hamzah – Wayang (di Giancarlo Locarno)"

  1. Gran bel dono, Giancarlo. Molto pertinente il tuo richiamo a Che cosa sono le nuvole. Mi piace, in particolare, l’immagine nella prima strofa del cuore che esce dalle ombre (lo schermo, il teatro) grazie all’amore. L’amore che illumina, rende vivi, e, di conseguenza si oppone al burattinaio. Rimane però l’amarezza – che interpreto rifacendomi alle note biografiche dell’autore – di un amore destinato ad essere solo “rappresentato”, la poesia come un continuo wayang, in cui alla fine si mettono le marionette nella scatola.

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