Antonio Sagredo_ Ascolto Gesualdo


Antonio Sagredo_ Ascolto Gesualdo

Ascolto madrigali e ritorno indietro tra delitti e inchiostri.
I musici sono severi più delle note. I volti accesi dai canti
sognano un delirio e un perdono per gli strumenti esiliati,
e una fuga per dissonanze e armonie variopinte.

E dai merletti alle torri i castelli custodivano svolazzi sonori
e i duri tracciati della sua mente, non criminale, devota alle cinque
voci raccolte in calici inquieti come nelle tue orgogliose preghiere
i trionfi di vocalizzi luminosi e oscuri nelle notti lustrali, lacrimose…

Non avevo che da offrirti uno sguardo venoso, le mie pupille rigonfie
come corde di chitarre e arpe, ascoltare il fiato sinuoso del liuto
incessante, i gesti pizzicati del cembalo, le canne di cipresso piombato
dell’organo legnoso, l’acuto madrigale e il tormento della tua e mia dolcissima vita.


Roma, primo maggio 2026
(tardi pomeriggio)

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