Giancarlo Locarno_ Due poesie sulla traduzione

Due poesie sulla traduzione

Giancarlo Locarno

Lo spagnolo Piqueras plana a volo d’uccello sulla tribù dispersa dei traduttori, coglie il senso della traduzione nella storia e nell’attualità: si tratta di traslare il mondo da una lingua all’altra e costruire ponti tra le isole di lingue lontane.

L’indonesiano Bachri affronta il tema della traduzione nei suoi aspetti psicologici, si pone di fronte all’autore che sta traducendo con la volontà di entrare nella sua pelle, agglutinandosi completamente con lui così da diventare una sola cosa: “e sarà la tua ferita che mi farà soffrire”.

Le due visioni si completano a vicenda.

(La traduzione è mia)


Juan Vicente Piqueras


I traduttori
a Borges e ai traduttori che non tradiscono

Sono una tribù strana dispersa per il mondo
perché trasformano il mondo.
Traslano mondi da una lingua all’altra.
Quello è il loro lavoro.

Fanno nevicare in arabo,
cambiano nome al mare,
tolgono i cammelli dal Sahara per portarli in Svezia,
fanno che don Chisciotte cavalchi Ronzinante
dalla Mancha alla Manciuria.
Fanno delle cose strane quasi impossibili.
Dicono nella loro lingua cose
che mai quella lingua aveva detto prima,
cose che non sapeva nemmeno di poter dire.

Nacquero dal crollo della torre di Babele,
e da un sogno: che un giorno
le anime che vivono agli antipodi
si conoscano, si comprendano e si amino.

Sono una tribù muta
danno la loro voce ad altre voci,
si rendono invisibili a forza di umiltà.
Per tanti secoli il loro lavoro fu anonimo.
Loro che vivono di nomi e tra i nomi
non avevano un nome.

Nella liturgia della letteratura
sono trattati come chierichetti.
Invece sono pontefici: sono loro che tendono i ponti
tra le isole delle lingue lontane, loro sanno
che le lingue sono tutte straniere,
che tra noi tutto è traduzione.

Sono una tribù dispersa per il mondo
Perché stanno trasformando il mondo
Perché stanno salvando il mondo.



Los traductores
a Borges y a los traductores que no traicionan

Son una tribu extraña dispersa por el mundo
porque mudan el mundo.
Trasladan mundos de una lengua a otra.
Ése es su oficio.

Hacen nevar en árabe,
cambian el nombre al mar,
llevan camellos del Sahara a Suecia,
hacen que don Quijote calbague a Rocinante
de La Mancha a Manchuria.
Hacen cosas extrañas, casi casi imposibles.
Dicen en su lengua cosas
que jamás esa lengua había dicho antes,
cosas que no sabía que pudiera decir.

Nacieron de un derrumbe, ocurrido en Babel,
y de un sueño: que un día
las almas que ahora viven en las antípodas
se conozcan, se entiendan y se amen.

Son una tribu muda:
dan su voz a otras voces.
Se hicieron invisibles a fuerza de humildad.
Durante siglos su labor fue anónima.
Ellos, que viven de nombres y entre nombres,
no tenían un nombre.

En la liturgia de la literatura
son tratados como los monaguillos.
En cambio son pontífices: los que tienden los puentes
entre las islas de lenguas lejanas, los que saben
que todas las lenguas son extranjeras,
que entre nosotros todo es traducción.

Son una tribu extraña dispersa por el mundo
porque están mudando el mundo,
porque están salvando el mundo.




Sutardji Calzoum Bachri

Uno solo



Tradurrò

e volerò col mio corpo dentro il tuo corpo
trasformerò i miei capelli nei tuoi capelli

se la tua mano non può dire quello che dice la mia mano
tradurrò le tue mani nelle mie mani

se la tua lingua non può fare quello che fa la mia lingua
entrerò nella tua lingua con la mia lingua

se le tue dita non possono sfiorarmi
sgranerò le mie dite contro le tue dita

se l’energia del tuo sangue scorre da altre linfe
tradurrò il tuo sangue con il mio sangue

se i tuoi intestini digeriscono altri cibi
trasporterò i miei intestini nei tuoi

se il tuo sesso non è il mio ti presterò il mio sesso

così le nostre carni saranno una sola carne
Il nostro spirito un solo spirito

e sarà la tua ferita che mi farà soffrire.




Satu

Kuterjemahkan

tubuhku ke dalam tubuhmu
ke dalam rambutmu kuterjemahkan rambutku

jika tanganmu tak bisa bilang tanganku
kuterjemahkan tanganku ke dalam tanganmu

jika lidahmu tak bisa mengucap lidahku
kuterjemahkan lidahku ke dalam lidahmu

aku terjemahkan jemariku ke dalam jemarimu
jika jari jemarimu tak bisa memetikku

ke dalam darahmu kuterjemahkan darahku
kalau darahmu tak bisa mengucap darahku

jika ususmu belum bisa mencerna ususku
kuterjemahkan ususku ke dalam ususmu

kalau kelaminmu belum bilang kelaminku
aku terjemahkan kelaminku ke dalam kelaminmu

daging kita satu arwah kita satu
walau masing jauh

yang tertusuk padamu berdarah padaku




Una risposta a "Giancarlo Locarno_ Due poesie sulla traduzione"

Lascia un commento