Dedicato a Plinio Perilli, amici e autori

 

A Plinio

Patrizia Trimboli, Monica Baldini, Paola Cordeschi, Roberto Rinaldi, Antonio Sagredo, Licia Ugo

*

Un dolore puro si mescola al tempo della bellezza e qualcosa di diffuso crea la poesia. Lui, Plinio, anima cara, restituisce la parola madre, quasi fosse quella definitiva che sarà… luce, la porta potente.

La porta che non si vede mai e mai viene meno, per andare dove nessuno sa, dentro l’intimo del suono – lungamente. A noi risale il suo silenzio, la voce mormorante, quella che di là dagli alberi trabocca, più e più di tutti gli stupori, fiera del suo nome Antico, com’è l’essenziale.

Porterò con me, per dolcezza e per volontà, la poesia mai arresa.

Addio, amico caro.

 

Patrizia Trimboli

 

*

 

Caro Plinio,

un abbraccio a te

che nel silenzio sei andato.

 

A te che hai corroborato i nostri versi

scritto storie

scritto pagine

attimi

e vite di amici

che oggi si stringono

e ti ricordano.

 

Grazie per la tua arte

per la poesia che hai diffuso

grazie per essere stato

poeta autentico

splendente letterato.

 

Grazie e non smettere

di fare il tuo mestiere

dall’ Alto.

 

Monica Baldini 

 

*

 

A Plinio

 

Ora tu, dissolto nell’aria,

libero, racconterai poemi

alle correnti dell’universo.

Sorriderai

delle nostre incertezze

 

Resta l’affetto tramandato

che consola quando manca

il coraggio.

 

Apriremo il cuore chiuso,

poi disteso sulla pagina,

per non tradirti, per vincere

la paura di non sentirti più.

 

Paola Cordeschi

 

*

 

Tra noi ma non con noi

 

Oltre la soglia

della mente

la tua immagine

svanisce

e la cupa notte

lascia spazia

a un’alba di gratitudine.

 

Orfani

dell’arte più pura

e generosa

 

Apostoli

 

ci raccogliamo

nell’attesa

che tu sorga di nuovo

nei nostri cuori

 

per insuflarci

ispirazione

coraggio

filantropia.

 

Degne doti

di una vita

orientata all’ordine

e alla bellezza.

 

Domani

una nuova vibrazione

attraverserà l’etere.

 

Noi

come antenne

la capteremo

e ne faremo tesoro

 

percorrendo insieme

oppure dispersi

 

nuove strade

nell’inarrestabile cammino

della poesia.

 

Roberto Rinaldi

 

*

 

a Plinius  

 

Plinius,

sapessi tu come è sfacciatamente azzurro il cielo

questa mattina,

come il sesto sole di giugno

reclama la spuma avvolgente del tuo sorriso,

come la disponibilità del tuo cuore

volge altrove la chiarezza del tuo benestare,

e quando parlammo delle mie Legioni

come ti si accese l’applauso dei tuoi occhi.

 

Poi

la stoccata della Signora in gramaglie,

la stangata della sua voce arrocata

che mutilò gli angeli degli arti

e che passando come monatto accattone

fermò il carro sotto la tua casa

perché il tuo cellulare fosse una campana!

 

Non altro se non un commiato indecente

e questo mio capriccio di calpestare

questa mattina

la sala degli artisti a mezzogiorno

e non cantare per te il mio epitaffio

e non avvisarti del mio necrologio.

 

Antonio Sagredo

Roma, 6 giugno 2026

 

*

 

A Plinio

 

Oggi, un uomo che sognava

è morto, redento e benedetto,

testimone d’incompiuta vita,

di spezzata vivida corsa.

 

Ora rimane il risucchio vuoto

del tempo, schiocco del cielo

che s’apre e richiude, saluto

a chi, mutato, esce di scena.

 

Scoppia la testa ad ascoltare un

mondo pieno di rumori inversi,

dove il vento di attimo in attimo

scuote e muta la corrente,

mio Signore concedici di morire

sempre sognando di vivere ancora.

 

Licia Ugo,

30 maggio 2026

 

*

 


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