Francesco Paolo Intini_ Per una rapsodia in più o forse in meno

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Per una rapsodia in più o forse in meno

Arriva in pista
scortata da uno sguardo magnetico
una di quelle bellezze che stanno
per sfiorire,
ancora attraenti, però.

La lingua che gira come una foglia
sul frutto del fico:

-Non si faccia propaganda!

No, signora faremo di tutto
per alleggerire la notizia
di quattro uomini uccisi
e di quattro secoli di sfruttamento
diremo solamente che è sporco
sulla spugna
ma non che oggi sia il motore che scuote
gli orecchini da un capo
all’altro dello studio televisivo.

-E che iattura andarsene
al posto del governo!
Ripete tra sé e sé
il poeta nell’ ortica.

Un’ape che le gira attorno
ricorda quando
tra le sue antenne transitava
lo stesso grido di terrore:

-Andreotti!

La croce in cima all’obitorio
scrollandosi di dosso
l’odore di fumo,
ripete agli operai
che il succo di pomodoro
è tutto plusvalore
ma c’è sempre un po' di seme che tocca
ai morti.

Uno scorpione
nei panni di un critico letterario
arpiona il piede del lettore:

- E l’io?
Sa di accisa ogni parola.


Francesco Paolo Intini

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