Giancarlo Locarno: Marius Scalési  (Mario Scalisi), le poesie d’un maledetto

Mario Scalisi (Tunisi 1892 – Palermo 1922) nasce a Tunisi da padre italiano emigrato da Palermo e da una madre di origine sarda e maltese. Allora la Tunisia era una terra di emigrazione per gli italiani, che erano molto più numerosi dei francesi. La famiglia era umile, il padre lavorava come scambista ferroviario, e la … More Giancarlo Locarno: Marius Scalési  (Mario Scalisi), le poesie d’un maledetto

Guglielmo Aprile: Teatro d’ombre (Giancarlo Locarno)

Il volume di poesie è molto compatto, si occupa fondamentalmente di una sola problematica: la discrepanza tra apparenza e realtà, che si traduce anche in uno iato profondo tra la lingua della “superficie” piena di oggetti della vita quotidiana, “la smerigliatrice”, “parrucche”, “vernici”, e quella del profondo, più scarna, di poche parole pregne di significato. … More Guglielmo Aprile: Teatro d’ombre (Giancarlo Locarno)

Armand Robin, poesia non tradotta (Giancarlo Locarno)

Armand Robin (1919-1961) è stato un intellettuale dalle caratteristiche uniche, impara giovanissimo il polacco, ancora studente si reca in Russia con una borsa di studio, attratto dal sogno comunista di una società egalitaria, ma poi, per quello che vide girando per tutta l’Unione Sovietica stalinista, i morti di fame per le strade di Kiev e … More Armand Robin, poesia non tradotta (Giancarlo Locarno)

Marco Miconi  – Sabbia per struzzi (Patty Schneider e Giancarlo Locarno)

È mitologico lo sfondo sul quale gli eroi delle poesie di Marco Miconi si muovono. Personaggi dell’hinterland del mondo, un po’ pasoliniani ma alla milanese. Nessuno accorre né a salvare e nemmeno alla Salvezza. Il viaggio dell’eroe Valtour, in crisi compulsiva da internet (“la crisi che spinge a partire” in À la plage, à la … More Marco Miconi  – Sabbia per struzzi (Patty Schneider e Giancarlo Locarno)

Patty Schneider: Istruzioni per l’uso dei microrganismi (Giancarlo Locarno)

Poesie che sembrano costruire in sogno piccoli spezzoni di mondi in universi paralleli, il primo è quello dell’infanzia, un’esistenza così intensa come un bicchiere che non si riempie mai, e il ricordo di una dolcezza. Gli scriventi tessono un personale Tractatus logicus philosophicus  per dotare l’algebra della vita quotidiana di una razionalità stralunata che possa … More Patty Schneider: Istruzioni per l’uso dei microrganismi (Giancarlo Locarno)

Roberto Minardi – Concerto per l’inizio del secolo (Giancarlo Locarno)

La prima poesia del volume,  Il Tema della fine,  parte da un inizio lontano, “non saremmo dovuti nascere”, non avremmo dovuto attraversare un milione d’anni di evoluzione per poi vanificarla riducendoci allo “scambio vicendevole di elettrodomestici”. “Non dovremmo essere là, dove non siamo”, invece ci siamo, nell’era dell’Antropocene, siamo così invasivi da essere ovunque e … More Roberto Minardi – Concerto per l’inizio del secolo (Giancarlo Locarno)

“Difficulty in Poetry” di Davide Castiglione. (Giancarlo Locarno)

E’difficile parlare del volume di Davide Castiglione “Difficulty in poetry” – Palgrave Macmillan-2019, perché si tratta di uno scritto accademico di 400 pagine molto denso e corposo, la lettura è stata lenta e tormentosa, con parecchie interruzioni per districarmi nei vari riferimenti, non essendo uno specialista di teoria della letteratura, comunque è un volume ricco … More “Difficulty in Poetry” di Davide Castiglione. (Giancarlo Locarno)

“Danilo Dolci, Environmental Education and Empowerment” di Abele Longo. (Giancarlo Locarno)

Mi sono imbattuto nell’opera di Danilo Dolci negli anni 70, quando mio fratello mi regalò il volume “Il limone lunare / Non sentite l’odore del fumo”  edizione Laterza del 1972, allora frequentavo il circolo ARCI  della Casa del Popolo di Cardano al Campo, e maturavo la mia idea di un comunismo che tenesse conto anche … More “Danilo Dolci, Environmental Education and Empowerment” di Abele Longo. (Giancarlo Locarno)

John Ashbery – Autoritratto in uno specchio convesso. Traduzione di Giancarlo Locarno

Stanza 1 Come lo fece il Parmigianino, la mano destra più grande della testa, entra nello spettatore sviandolo gentilmente, come per proteggere qualcosa che vorrebbe bandire. Qualche vetro piombato, vecchie travi, pelliccia, mussola pieghettata, un anello di corallo, si armonizzano in un movimento che sorregge il viso, che nuota ora vicino ora lontano come la … More John Ashbery – Autoritratto in uno specchio convesso. Traduzione di Giancarlo Locarno